Che cos'è la caduta di tensione?
Ogni cavo ha una resistenza. Più la linea è lunga e più la corrente è alta, più tensione si perde lungo il percorso. Una caduta eccessiva fa scaldare i motori, sfarfallare le luci e funzionare male gli apparecchi.
Esempio: 10 A su 25 m con 1,5 mm² a 230 V
ΔU = 2 × 25 × 10 × 0,0225 ÷ 1,5 = 7,5 V, cioè il 3,26 %, entro il 4 % raccomandato. Con 2,5 mm² la caduta scende all'1,96 %.
Limiti
La norma CEI 64-8 (art. 525) raccomanda che la caduta di tensione tra l'origine dell'impianto utilizzatore e qualunque apparecchio non superi il 4 % della tensione nominale. Il calcolo considera la linea dal quadro all'utilizzatore: se il montante dal contatore al quadro è lungo, somma anche la sua caduta.
Domande frequenti
Come si riduce la caduta di tensione?
Aumenta la sezione del cavo, accorcia la linea oppure alimenta i carichi grandi in trifase a 400 V invece che a 230 V.
Perché in trifase la caduta di tensione è minore?
A parità di potenza, a 400 V trifase in ogni conduttore passa molta meno corrente, e la caduta di tensione cresce con la corrente.
Devo inserire la lunghezza di andata e ritorno?
No. Inserisci solo la distanza dal quadro all'utilizzatore: la formula considera già il conduttore di andata e quello di ritorno.